Guida alla fotografia di Interni: Parte I

21 maggio 2017, by Luca Baldi SHARE

Questa guida serve a chiunque, per lavoro o per necessità, debba fotografare un interno. Svolgere degli scatti d’interno non è una questione meccanica dove si impugna una macchina fotografica e si scatta alla cieca.

Quando facciamo le foto d’interni può capitare che queste appaiano “buie”, oppure che non diano il giusto risalto all’ambiente. Perché?
La motivazione è semplice: non abbiamo abbastanza luce, e il nostro occhio non se ne rende conto. Non ce ne rendiamo conto perché il nostro occhio compensa la luce in maniera migliore rispetto al sensore di una fotocamera. Da questa situazione sorgono spontanee frasi del tipo: “Che scure queste foto, come mai?”

In quest’articolo tratteremo la gestione delle luci in uno spazio circoscritto, luogo in cui dobbiamo fare i conti con riflessi, riverberi dall’esterno e chi più ne ha più ne metta.

Il fotografo deve essere un’artista dell’illuminazione, non va dimenticato.

FASE 1: STUDIO DELLE LUCI

La prima cosa da fare è un check-up delle luci ambientali:

  • LUCE SOLARE: da dove entra? Quale percorso fa la luce durante la giornata? Può tornarci utile oppure è un ostacolo per il nostro lavoro?
    Il locale si presenta al meglio col sole di mezzogiorno allo zenit, oppure in una giornata nuvolosa? Nel primo caso la luce è cruda ed evidenzia i dettagli, nella seconda situazione la luce è uniforme e il contrasto è meno marcato.
  • ILLUMINAZIONE DEL LOCALE: Quanta luce fornisce l’illuminazione del locale? Può aiutarci nella composizione oppure è solo fonte di riverbero?
    L’illuminazione propria del locale può darci una mano, questo se il posto ha una pessima illuminazione esterna, come un locale senza finestre, oppure in caso il kit a nostra disposizione non sia in grado di fornire luce sufficiente (come una hall, oppure una sala convegni).
  • ELEMENTI DI DISTURBO: Ci sono delle sorgenti luminose all’esterno che potrebbero darci fastidio?
    Se al di fuori del nostro ambiente sono presenti elementi di disturbo come insegne al neon oppure strutture particolari, dobbiamo innanzitutto comprendere se tali elementi possono essere elusi o meno, scegliendo un’inquadratura differente, oppure attraverso l’eliminazione in postproduzione.

FASE 2: TROVARE IL PUNTO DI VISTA IDEALE

Finito lo studio delle luci, dobbiamo iniziare a perlustrare il posto con occhio clinico. Lo scopo è di andare alla ricerca del punto di vista che meglio presenta la location, oppure dell’angolo che minimizza i problemi (ad esempio, una stanza piena di superfici metalliche è da fotografare in una giornata nuvolosa e usare le torce di rimbalzo, perché se usate direttamente produrrebbero fastidiosi aloni bianchi nelle zone riflettenti).
Solitamente si sceglie di scattare da un angolo della stanza rispetto a un’inquadratura dal centro, per dare una visione d”insieme più realistica. Per quanto concerne il punto di vista, una foto a piombo è poco plausibile per la resa del locale, anche perché sminuisce la grandezza effettiva; la stragrande maggioranza delle foto d’interni è ad altezza uomo ( circa 1,70 mt), a volte leggermente rialzata se sono presenti oggetti che ostacolano la nostra visuale.

Per avere un angolo di campo sufficiente ampio, è bene scegliere un obiettivo grandangolare (dai 14 ai 35 mm approssimativamente), che riesce con una lunghezza focale molto corta a catturare gran parte del locale, dando quasi l’impressione di entrarvi.
Nel caso non avessimo un’ottica grandangolare, possiamo montare la nostra macchina in verticale sul treppiede e realizzare una serie di scatti ruotando la testa del treppiede; il passo successivo lo svolgeremo in postproduzione incollando i vari scatti in sequenza.

FASE 3: DISPOSIZIONE DELLE SORGENTI DI LUCE

Una volta evidenziati le sorgenti luminose all’interno del nostro locale, dobbiamo posizionare le torce e i pannelli riflettenti nei punti strategici in modo da ottenere la migliore luce nella location.
Ovviamente bisognerà studiare attentamente all’interno della nostra inquadratura l’angolo di campo che permette una visione totale, ma che ovviamente vada anche a escludere le nostre luci artificiali dallo scatto.
Le luci artificiali devono supportare i nostri scatti e non devono assolutamente tramutarsi in un altro problema. Una torcia usata come luce di rimbalzo sul soffitto, darà sicuramente un risultato migliore piuttosto che orientata dall’alto verso il basso.
A questo punto, rimane da scegliere come catturare questo scenario.

Nella seconda parte di quest’articolo spiegheremo come gestire i propri scatti in fase di produzione e postproduzione.

About Luca Baldi
Da sempre incuriosito dalla capacità di mediazione rappresentata dall'immagine, inizia una riflessione che tutt'ora continua, in merito agli artefatti grafici e in rapporto con gli uomini. Passeggiatore metropolitano, continua a cercare all'interno dei banali contesti tutto ciò che di nuovo viene costantemente "partorito" da parte degli uomini. Sensibile alle dinamiche del sociale e delle realtà no-profit, sviluppa progetti e idee per "dare voce" a chi in molti casi "non-ha-voce". Ama il rischio, le relazioni buone e tutti i progetti start-up dove bisogna rimboccarsi le maniche e saper far squadra per far crescere un'idea.
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