Realtà Aumentata: una nuova frontiera per l’editoria

28 marzo 2017, by Andrea Bettin SHARE

Che l’editoria tradizionale – quella della carta stampata per intenderci – stia vivendo ormai da qualche anno un periodo di crisi come mai ne aveva vissute prima, non è senz’altro una novità. Secondo l’ISTAT, solo nel 2011, si sarebbero volatilizzati 700mila lettori, molti dei quali fanno parte della grossa fetta di mercato di soggetti che acquistano più di dieci libri l’anno.

In molti hanno presto puntato il dito verso la crisi economica e la recessione, che hanno intaccato un po’ tutti i consumi di beni e servizi i quali soddisfano i gradini più alti della scala dei bisogni; ma come sempre, le grandi crisi presentano di buono la peculiarità di impedire ai modelli al capolinea di fingersi in salute.

Se da un lato sta crollando il modo tradizionale di fare informazione, dall’altro sta crescendo con decisione la cultura dell’informazione multimediale. Il sociologo McLuhan sosteneva che “i media non sono il ponte tra l’uomo e la natura, sono la natura stessa”. Diventa perciò fondamentale saper integrare tradizione ed innovazione, fondendo insieme informazione digitale con informazione proveniente dal mondo reale.

In una prima fase di rinnovamento, si è pensato che la nuova frontiera potesse essere rappresentata dalla Realtà Virtuale, in cui l’utente è immerso in un ambiente virtuale completamente ricostruito al computer; tuttavia negli ultimi tempi, ha preso piede la convinzione che la vera innovazione sarà costituita dalla Realtà Aumentata, in cui sono gli elementi virtuali ad essere sovrapposti e integrati nello spazio fisico reale. Si tratta, in sostanza, di un processo inverso rispetto a quello della Realtà Virtuale. La Realtà Aumentata, infatti, consente di accedere ed utilizzare informazioni rilevanti, direttamente nei loro contesti d’uso. Il tutto si sviluppa sovrapponendo livelli di informazione digitale allo spazio fisico e consentendo di interagire con essi come se vi appartenessero in maniera indissolubile, per mezzo di opportuni dispositivi di visualizzazione e di interazione.

La domanda che sorge spontanea è quando e se gli editori si troveranno costretti a dover abbandonare completamente la carta stampata, in favore dell’adozione di nuovi supporti per i loro contenuti. In poche parole ci si domanda se arriverà mai il giorno in cui qualcuno dichiarerà morta la stampa? AR-media di Inglobe Technologies, azienda specializzata sulla realizzazione di sistemi scalabili di Realtà Aumentata, risponde alla domanda con una ferma convinzione; tutto ciò non accadrà a patto che la direzione intrapresa sia quella dell’integrazione dei media.

“La visione del futuro che condividiamo è che qualunque materiale stampato (un poster, un segnale, una confezione, la pagina di un giornale, rivista o libro) potrà fornire un contenuto aggiuntivo in associazione con una telecamera, un algoritmo che riconosce il contenuto della pagina, e una piattaforma per il reperimento dei dati digitali associati. In poche parole, la combinazione di un sistema di Realtà Aumentata con la stampa fornirà un valore aggiunto rispetto a quello che è possibile con la carta e con i contenuti digitali indipendentemente, quando essi funzionano in maniera isolata gli uni dagli altri. Si tratta di un caso evidente in cui “Il tutto è più della somma delle parti”.

About Andrea Bettin
Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Economia e Finanza con curriculum aziendale, si occupa di consulenza e strategia per la gestione e lo sviluppo d'impresa.
E' impegnato attivamente sia nel settore business sia nel terzo settore, in cui ricopre incarichi di rilievo in ambito amministrativo, nel controllo di gestione, nella comunicazione e marketing, maturando competenze specifiche sulle dinamiche comunicative delle imprese del sociale.
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