Ri-partiamo dall’illustrazione per distinguerci

16 marzo 2017, by Luca Baldi SHARE

L’illustration AD viene spesso snobbata da parte dei responsabili Maketing all’interno delle PMI; ciò avviene a causa di una convinzione, soprattutto a livello italiano, che l’illustrazione sia da abbinare solamente al mondo dell’infanzia e a un contesto “puffoso”. Per tale motivo si ritiene che la professionalità e il business non ne facciano parte.

Spesso avendo a che fare con le imprese e confrontandomi con responsabili o i vari amministratori delegati, mi sono trovato davanti all’incapacità di considerare l’illustrazione come un veicolo efficiente per comunicare i valori aziendali. Il timore principale era che il cliente potesse potenzialmente dare un giudizio negativo al prodotto, collocandolo in un contesto troppo “giovanilista”.

Completamente diverso è il mio personale parere, ma è un’opinione condivisa con chiunque volga un minimo di sguardo obiettivo al panorama internazionale.

La crisi che siamo vivendo in tutti i settori produttivi, mette in crisi le logiche con le quali abbiamo ragionato sino a oggi. Non è più possibile sperare di vendere un prodotto pensando semplicemente di esibirlo, sfruttando una banale comunicazione, che punti ad esprimere la sola idea del “COMPRAMI”.

Oggi le emozioni sono il veicolo più importante per la riconoscibilità di un marchio (e di un prodotto) e permettono di mantenere vivo l’interesse della persona.
In un’economia sempre più oppressa, che necessita d’apertura verso nuovi mercati, diventa importante e fondamentale aprire lo sguardo e cominciare a rivalutare l’illustrazione pubblicitaria. Ciò porterebbe ad elevare l’illustration AD almeno ad argomento di discussione durante i briefing progettuali per le nuove campagne.

Se iniziassimo a guardarci attorno, ci potremmo rendere presto conto di come molte campagne pubblicitarie puntino l’essenza del loro successo sull’utilizzo di elementi illustrati, o composizioni fotografiche. Il design in questi elaborati è spinto al limite del surreale, creando mondi quasi illustrati e fantastici.
Basti pensare al noto marchio Red Bull, che, utilizzando l’head line “Red Bull ti mette le aliii”, ha creato intere campagne attraverso un uso sapiente d’illustrazioni frame to frame. Lo stile che ne consegue è essenziale e bambinesco, in completa antitesi con il prodotto in se, che risulta invece enfatizzare la virilità, la performatività e l’estremo.

Un caso più vicino all’esperienza “MADE in ITALY” è rappresentato dalla nuova strategia di comunicazione del gruppo ENI, che meriterebbe un focus dettagliato, visto il grande investimento in termini di immagine. La scelta societaria (più o meno costretta) di entrare nel mondo del mercato libero per l”energia, abbinato all’entrata di nuovi competitor in termini di distribuzione del carburante, hanno costretto i vertici a scegliere delle politiche comunicative che puntassero sulla differenziazione; la scelta è chiaramente stata quella di puntare su immaginari illustrati di vario tipo. L’arte è entrata prepotentemente, tramite il video dell’artista Ilana Yahav, poi il progetto è continuato con relazioni strette, mediante i design e attraverso il contest, il cui culmine è rappresentato dalle campagne eni station e eni gas e luce.

Qualcosa sta cambiando anche in Italia, ma come al solito sempre troppo lentamente e soltanto a certi livelli, ovvero mi riferisco alle grandi imprese già da tempo internazionalizzate.
Sarebbe stimolante, che la rivalutazione dell’illustrazione, permetta una nuova stagione non soltanto creativa, ma una stessa rifondazione del marketing italiano; cominciando finalmente a concepire le strade dell’immagine in modo trasversale e multidirezionale.

In un mondo in cui i social network e i dispositivi mobile hanno integrato fotocamere, le immagini sono la norma; tanto che la stessa immagine sta perdendo progressivamente la sua efficacia comunicativa.
L’illustrazione porta in se il valore di suscitare interesse, di colpire la persona che la osserva perché in grado di scardinare le logiche mentali alle quali è abituata.
Lo stupore e la curiosità che si scatenano davanti a una bella composizione illustrata, sono notevolmente superiori a qualsiasi immagine “perfetta”. Un’altra caratteristica fondamentale dell’illustrazione è la sua a-temporalità e la sua capacità astrattiva.

È compito dello studio grafico di design sapere muoversi all’interno del mondo dell’illustrazione. Consigliare l’azienda di utilizzare o meno la tecnica illustrata per le proprie campagne pubblicitarie non è sufficiente, bisogna anche saper scegliere lo stile che meglio si identifica con la marca o semplicemente con l’ultimo prodotto messo in commercio dalla medesima. La scelta dell’illustratore e della tecnica, è uno degli aspetti più importanti per non incorrere in quella preoccupazione che sta all’origine della sfortunata decisione di eliminare le proposte illustrate dal briefing progettuale.
Illustrare significa sapere trasformare le cose ed osservare il mondo da una diversa prospettiva. Aggiungere nuovi dettagli e nuovi significati è da sempre uno dei paradigmi dell’arte e dell’illustrazione, trasformando anche le semplici fotografie in mondi nuovi da “esplorare”.

Non mi resta che augurarvi di misurarvi il prima possibile in un progetto di marketing, che integri a pieno titolo l’illustrazione tra le strategie di promozione.

 

About Luca Baldi
Da sempre incuriosito dalla capacità di mediazione rappresentata dall'immagine, inizia una riflessione che tutt'ora continua, in merito agli artefatti grafici e in rapporto con gli uomini. Passeggiatore metropolitano, continua a cercare all'interno dei banali contesti tutto ciò che di nuovo viene costantemente "partorito" da parte degli uomini. Sensibile alle dinamiche del sociale e delle realtà no-profit, sviluppa progetti e idee per "dare voce" a chi in molti casi "non-ha-voce". Ama il rischio, le relazioni buone e tutti i progetti start-up dove bisogna rimboccarsi le maniche e saper far squadra per far crescere un'idea.
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